martedì 5 luglio 2011

NICOLE BACCHIEGA - GIARDINO DELL'EDEN METROPOLITANO




Poetica












La prima ribellione a Dio avvenne nel peccato originale, nel giardino dell'Eden. Fu commessa al principio, ed è per noi un enigma impenetrabile come ciò fosse potuto accadere. Da allora però, l'intera storia umana è sottoposta alle sue ripercussioni.
Il peccato originale consistette nel fatto che l'uomo non volle più essere a immagine di Dio, bensì essere egli stesso archetipo: sciente e potente come Dio, ossia, essere infinito e assoluto.
Ma così facendo egli rimase finito, e perse la connessione con la propria origine.
Succede quindi che il considerarsi essere finito, diventa cosciente in termini di problematicità mentre l'ampiezza smisurata del possibile diventa assenza di luogo.
L'Eden si configura come il luogo della scelta, della morte perché nasce l'uomo perduto. Dopo aver fatto l'esperienza della conoscenza del bene e del male, l'uomo non sapeva più chi egli fosse, né in che cosa consistesse il senso della propria vita.
L'uomo non sa chi sia. Solo che si è a tal punto abituato a questo non sapere, che quest'ultimo gli sembra essere normale.
Che dire poi circa la somiglianza con Dio? Come può l'uomo, che è creato e quindi finito, essere immagine di questa realtà immensa?
In realtà, tutta la mia vita è attraversata dallo sforzo di comprendere me stessa; così per l'intera mia vita sono in cammino nel tentativo do darmi un nome.
Nel momento in cui Dio creò il mondo, gli era vicino, poiché esso sussiste solo partire dalla sua vicinanza:
ha voluto avvicinarglisi, e cioè in una comunione d'amore.
Questa è espressa dalla Bibbia con un'immagine fiorita, il “giardino”, che “Dio piantò nel paese di Eden, che è verso oriente”, il paradiso (Gn 2,8). “Giardino” non è natura selvatica, nasce quando la natura diviene familiare e ambiente vitale dell'uomo.
Così il giardino diviene l'immagine della confidenza alla quale Dio ammise gli uomini. Nel giardino dell'inizio Dio ha dimorato coi suoi uomini.
Il mio lavoro, che trova la sua collocazione in un ampio spazio erboso, è composto da dodici mura esterne alte quattro metri e larghe quattro alle quali corrispondono altrettanti blocchi di trapezi alti tre metri e dodici triangoli alti due. Se lo stesso lavoro venisse pensato per lo spazio in centro a Milano tra via del Bollo e via Zecca Vecchia, le dimensioni andrebbero variate, infatti questo luogo ha una dimensione di 19.5 per 12.8 metri.
Al centro di questo grande “orologio cementizio”, si trovano due sculture ricordanti un organo sessuale maschile alto 5 metri ed uno femminile alto 2.80 metri.
Ci troviamo qui nel momento esatto in cui Dio scaccia l'uomo e la donna dal giardino di Eden, entrano quindi nella dimensione temporale e Adamo si unì a Eva, la quale concepì e partorì Caino.
Fare l'amore, in ebraico, si dice dàat, conoscere.
Siamo quindi in presenza di due diversi tipi di conoscenza: quella del giardino, alla quale tutti gli uomini aspirano e che è conoscenza unificatrice di Dio; la seconda è la conoscenza del corpo, di cui noi tutti uomini facciamo esperienza.
Adam (uomo) viene da damà (confronto), l'uomo è caratterizzato dalla sua capacità di confrontare e mettere in contrasto, di distinguere e differenziare, di analizzare e comprendere, in ogni caso vuole fare esperienza di conoscenza e probabilmente senza Dio, l'unica conoscenza a noi possibile è quella del corpo.



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